Hobbes e Rousseau

Ti vorrei innanzitutto ringraziare per la domanda… tacci tua! con tutta la robaccia che c’è in giro ti dovevi proprio infognare su questi argomenti!

Comunque te la faccio breve: la vignetta fa riferimento alla visione, per molti versi contrapposta, dell’uomo e della società che i due grandi filosofi sostennero nei loro studi. La spugna, intendila come elemento di vita primordiale, l’uomo originario. Hobbes, di nazionalità inglese e classe 1588, riteneva che l’uomo sia per sua natura una merda, rifacendosi alla figura dell’homo homini lupus, ovvero “uomo, predatore di altri uomini”.

La sua teoria è che l’uomo sia essenzialmente una bestia, dominata da istinti primordiali per soddisfare i quali non esiterebbe a mangiarsi a colazione gli altri suoi concorrenti. L’unica cosa che lo frena è la paura degli altri uomini, a causa della quale interseca con loro una rete di rapporti (nascita della società e delle sue regole di convivenza) che servono fondamentalmente a proteggerlo dai suoi simili e che nel contempo lo costringono a modificare la sua vera natura.
Di pensiero diverso è invece Rousseau, svizzero di nascita e 124 anni più giovane di Hobbes. Secondo la sua teoria l’uomo delle origini era si un rude villano, ma possedeva di base una serie di virtù che, a causa del suo doversi adeguare alle regole sociali, degenerano poi irrimediabilmente fino a trasformarsi in vizi. La società, che per Hobbes è una panacea per mitigare la bestialità umana, viene invece vista da Rousseau come l’origine di tutti i mali dell’anima dell’uomo moderno.
Questa la spiegazione in estrema sintesi e con parecchia approssimazione.


Spero che la curiosità dell’utente che mi ha taggato sul post sia stata soddisfatta ed a lui va il mio caldo invito ad occuparsi più di figa e meno di filosofia.

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